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Coronavirus, picco in Campania tra fine mese e inizio a aprile. De Luca: “Militarizzare il Paese e lanciafiamme contro chi organizza feste” Attualità Primo piano 

Coronavirus, picco in Campania tra fine mese e inizio a aprile. De Luca: “Militarizzare il Paese e lanciafiamme contro chi organizza feste”

“Arriveremo a 1500 contagi nel fine settimana prossimo e 3000 a inizio aprile. Non sono stato mai d’accordo con quello che dice il Governo, non esistono mezze misure o fare finta. Fosse dipeso da me avrei chiuso tutto 15 giorni fa. Purtroppo viviamo tra un 20% di incivili, almeno in Campania, che rischia di compromettere i termini per la fine dell’emergenza coronavirus. Bisogna militarizzare l’intero Paese. Se si mette a rischio la salute della popolazione tutti devono fare la propria parte”, è quanto dichiara il Governatore Vincenzo De Luca nella sua diretta settimanale streaming del venerdì.

Il presidente della Regione snocciola i numeri dei contagi prevedendo un picco tra gli inizi di aprile.

“Per domenica 29 marzo arriveremo a 1500 gontagi – ci dicono i nostri esperti- la settimana successiva ancora un aumento che ci porterà a 3000 casi positivi al covid-19. Questo per tre ordini di motivi: il controesodo da nord a sud una decina di giorni fa, il fatto che ad ammalarsi sono anche i sanitari e perché c’è gente che ancora non ha capito come comportarsi. Forse lo capiranno quando vedremo centinaia di morti al giorno come sta capitando in Lombardia. Gente incivile, bestiale che non ha a cuore le sorti della comunità in cui vive come del resto chi è ritornato dal nord nonostante febbre e sintomi”.

Diversi gli ospedali attrezzati nelle cinque provincie della Campania ma De Luca teme che non siano sufficienti (Agropoli aprirà tra 10 giorni) soprattutto per la terapia intensiva. Al momento in Campania sono una settantina di persone intubate. “Ho chiesto che vengano liberati i reparti e stiamo valutando di trasferite i degenti anche con patologie di un certo livello nelle strutture private convenzionate. Il problema resta quello di evitare il diffondersi dell’epidemia, non ci sono altre ragioni. L’unica è questa”.

Poi arrivano le bacchettate… “Sento che molta gente sta preparando la festa di laurea per il figlio o la figlia, ebbene: li andremo a prendere con i carabinieri muniti di lanciafiamme. Che la facciano con due tre mesi di ritardo la festa, non vedo cosa cambia a fronte di questo gravissimo problema”, aggiunge De Luca.

Il video completo pubblicato sul profilo della Regione Campania

https://www.facebook.com/RegCampania/videos/759302224595293/

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